ITAENG

Pando

luogo Venezia

il margine spesso


Pando

luogo

Venezia

il margine spesso

La proposta per un nuovo disegno del margine dell’Isola della Certosa a Venezia è il risultato del workshop svolto all’interno del Master di Architettura del Paesaggio e del Giardino dell’Università IUAV.
Obiettivo di questa esperienza progettuale è stata la formulazione di un progetto che potesse interpretare il peculiare contesto paesaggistico dell’isola e restituire un intervento in grado di valorizzarlo. L’isola della Certosa si inserisce all’interno del complesso sistema della laguna veneta come il primo punto di contatto tra la città e il mondo naturale ed agricolo.

Proprio per questo può essere definito il parco urbano di Venezia, che attrae numerosi visitatori per godere dei suoi spazi verdi e delle attuali attività legate al cantiere navale e alla ristorazione. Attraverso lo studio delle caratteristiche dei margini dell’isola, l’attenzione si è rivolta verso la porzione di margine che più necessita di un disegno per la sua vivibilità e la definizione degli spazi che nascono dal suo uso spontaneo. La proposta per l’isola della Certosa disegna così quello che si può definire un margine spesso. Il progetto si snoda lungo un nuovo percorso su cui si innestano i tre elementi principali che lo disegnano: le discese all’acqua, le stanze verdi ed i pontili. 

L’isola della Certosa tesse fondamentali relazioni con il territorio circostante che le permettono di impossessarsi dei molteplici paesaggi che compongono la laguna. Grazie alla assenza/presenza del muro che corre lungo l’isola storica, il rapporto con il paesaggio e soprattutto con l’acqua cambia costantemente: se a volte le sue aperture consentono l’affaccio verso la laguna, altre volte la sua chiusura fa rivolgere l'attenzione verso l’interno dell’isola.

Troviamo due discese principali che si adattano all’attuale conformazione del bordo, rispettivamente nella grande apertura nel muro e sulla spiaggia, che delimitano il tratto di margine su cui interviene il progetto.
Lungo tutto il percorso si collocano altri accessi diretti sull’acqua, che si rifanno alle tipiche scale delle rive veneziane. Qui, sono riproposte come delle strutture architettoniche che spingono al naturale contatto con l’elemento acquatico, che consentono la sosta e che mutano con i movimenti delle maree. Le discese sono legate alle stanze verdi, caratterizzate anche da nuove aperture sul muro che creano delle finestre sul paesaggio circostante. Le stanze sono più o meno grandi a seconda dello spessore del nuovo bordo, spingendo a volte verso l’interno e a volte verso l’esterno.
L’elemento interno che ne definisce il perimetro è un muro di contenimento che separa l’ambito della zona agricola dal percorso, necessario a rialzare sufficientemente il terreno per proteggere le colture dall’innalzamento dell’acqua e creare così una seduta continua.

Il progetto si inserisce in un disegno generale più ampio previsto per l’isola della Certosa, in cui si identificano i grandi settori funzionali: urbano, periurbano, agricolo e naturale. Questi settori si adattano agli attuali usi dell’isola, legati alle attività navali presenti e la sua fruizione in quanto parco.

I pontili sono gli elementi principali che consentono il rapporto con l’acqua. Pensati come isole dedicate esclusivamente all’uso dei visitatori e non all’attracco di natanti, si protraggono verso la laguna e consentono di vivere l’ambiente acquatico come vero e proprio spazio pubblico. Il percorso termina costringendo l’attraversamento sull’acqua per poter raggiungere la spiaggia e l’isola nuova, proponendo quindi la chiusura del varco esistente nel muro.

Il progetto riconsidera così il rapporto tra l’isola e la laguna, proponendo nuove relazioni visuali con il paesaggio e soprattutto con l’elemento fondamentale che lo caratterizza: l’acqua. Con nuove tipologie di spazi creati attraverso l’utilizzo di materiali ed elementi propri della stessa isola, l’intervento mira a dar nuova vita ad un luogo dal grande potenziale e che fortemente necessita di una vera identità.

FacebookTwitterLinkedInPinterest

Pando è un collettivo di architetti e paesaggisti indipendenti formatosi nel novembre del 2019 a Venezia e che si riunisce in maniera nomadica e temporanea per partecipare a lavori e concorsi di paesaggio e urban design. Pando è il nome di una foresta che condivide un unico apparato radicale. Come le sue piante, esemplari individuali e senza gerarchie ma profondamente collegate, il collettivo condivide orizzontalmente ruoli e attitudini e costituiscono un insieme di idee e passione, altamente sensibile alla natura dei luoghi. Per il progetto dell’isola della Certosa il collettivo si è riunito negli esemplari di Andrea Tomasino e Marta Signorelli.

© 2020 Aedificio.it tutti i diritti riservati – Privacy Policy

ITAENG