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Architettura
Matassoni
luogo Baleari data 2014

rifugio contemporaneo – mantavilla


Architettura
Matassoni

luogo

Baleari

data

2014

rifugio contemporaneo – mantavilla

Attraverso questo progetto si è voluto esprimere la nostra attitudine verso l’architettura moderna tentando di materializzare il concetto di “spazio comunicativo a livello profondo”. L’idea di base è che uno spazio ben concepito possa creare una sensazione di comfort psicologico stimolando la riemersione alla luce della coscienza, di memorie ancestrali conservate ancora dentro di noi. Pensiamo che l’architettura migliore abbia questa dimensione spirituale, e che possa attivare un processo maieutico, con basi sociobiologiche, che si pone a cavallo tra Socrate ed Edward Wilson. Da questo punto di vista l’architetto diventa una specie di levatrice psicologica.
Sono queste le premesse da cui comincia il progetto mantavilla i cui spazi sono fluidi, continuamente variabili come un micro-paesaggio artificiale.

pianta del livello principale che evidenzia la frammentazione dell’involucro e la fluidità degli spazi.
sezione longitudinale e trasversale che esplora le possibilità di relazione reciproca tra spazi interni ed esterni.

Riprendendo il filo della ricerca di Parent sull’abitabilità naturale delle superfici inclinate, il progetto presenta aree fortemente caratterizzate funzionalmente come la zona pranzo o la zona cucina incassate a filo pavimento, con lo scopo di “regalare” un punto di vista alternativo ed inusuale dell’ambiente.
Tutto ciò nell’ottica secondo la quale i continui cambi di prospettiva e di punto di vista sono un elemento strategico per rendere interessante più ricca l’esperienza spaziale.
Per mangiare, cucinare o studiare dunque, si scende in zone parzialmente incassate, quanto basta per vedere il cielo riflesso sulla superficie di un bacino d’acqua.
Gli altri ambienti sono liberi e poco definiti funzionalmente; così non c’è distinzione tra il soggiorno e l’ampia rampa che conduce al livello inferiore, utilizzabile come area relax di lettura o socializzazione oppure spazio meditativo, con affaccio sul paesaggio artificiale esterno creato apposta. La stessa cosa vale per lo spazio di distribuzione alle camere che è anche molto altro, dotato com’è dei suoi multiformi punti di vista dell’esterno.
Diversamente da tanta produzione di oggi infatti, il progetto non presuppone un approccio mimetico, l’edificio non scompare nell’ambiente, non si camuffa e non si nasconde.
Il paesaggio lo si conquista attraverso scorci sull’acqua, sul cielo e sul giardino.
Dal punto di vista compositivo, in questo progetto non c’è corrispondenza diretta tra le superfici opache che definiscono la forma dell’architettura e l’involucro che separa fisicamente interno ed esterno.
La forma è costituita ricomponendo tante schegge e di conseguenza è “strappata” e tagliata, ma ciononostante ha un aspetto omogeneo e organico.

schema che illustra l’autosufficienza energetica dell’edificio basata su pompe di calore, tecnologie solari, sistemi passivi di controllo del microclima e utilizzo della massa d’acqua della vasca esterna e del terreno per lo scambio di calore sia in regime estivo che invernale.

schema che illustra l’autosufficienza energetica dell’edificio basata su pompe di calore, tecnologie solari, sistemi passivi di controllo del microclima e utilizzo della massa d’acqua della vasca esterna e del terreno per lo scambio di calore sia in regime estivo che invernale.

Con quest’operazione compositiva si sono cercati tre risultati:
in primo luogo si è voluto evitare una forma compatta che non presentando soluzioni di continuità della superficie esterna, avrebbe in parte rinnegato la conquista moderna della reciprocità tra spazi interni ed esterni; un passo indietro questo che caratterizza tanta parte dell’architettura contemporanea.
In secondo luogo, attraverso la frammentazione della forma, si è voluto smorzare ogni effetto di gigantismo architettonico riconducendo l’insieme alla scala umana.
Infine questo tipo di logica compositiva consente di creare un’infinità di rimandi all’idea di rifugio con coperture basse e aggettanti, zone d’ombra definite da profili taglienti e dinamici.

sezione longitudinale di studio che mostra il rapporto e la permeabilità tra interno ed esterno attraverso ponti, percorsi e vasche d'acqua.

sezione longitudinale di studio che mostra il rapporto e la permeabilità tra interno ed esterno attraverso ponti, percorsi e vasche d'acqua.

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Architettura Matassoni è uno studio composto dai fratelli Alessandro e Leonardo Matassoni che svolgono la propria attività spaziando nel proprio campo e in quelli affini con un’idea precisa dello scopo che l’architettura dovrebbe avere; molto di più e molto aldilà di ogni altra cosa, essa è infatti una riconquista di libertà! Libertà dal meccanicismo ereditato dalla nostra evoluzione culturale, dalla tirannia del ragionamento sistematico e analitico che ha industrializzato la vita, alienandone e frammentandone spazi e tempi. Effetti collaterali della modernità che l’architettura contemporanea ha dimostrato di poter superare creando le condizioni per uno stile di vita più naturale; è questo il nobile dovere dell’architetto.

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