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GBa

luogo Bologna data 2020

ville urbane


GBa

luogo

Bologna

data

2020

ville urbane

L’intervento prevede la demolizione di alcuni fabbricati esistenti e la nuova costruzione di altri ad uso residenziale per un totale di nove ville indipendenti. La proposta progettuale individua una sorta di parco-residenziale, ma anche davvero di una residenza-parco, considerando le ampie superfici a verde attrezzato e diffuso nel quale le nuove strutture si inseriscono e che valorizzano nell’inserirvisi con un confronto diretto mediato solo dalle scelte di progetto. Proprio la scelta di valorizzare il parco, peraltro, è stata determinante nell’individuare le soluzioni volumetriche pluripiano, sia per limitare l’impronta sul suolo sia per consentire la lettura “dall’alto” del parco stesso (oltre le siepi e le recinzioni), almeno per la parte principale e più attrezzata (ovest), attraverso i lastrici che si creano (compresa la lettura allo sguardo -comprensione- di tutto l’insieme). La parte est rimane invece più intima, sono le “nuove case” dei proprietari, richieste ad un solo piano sia per motivi funzionali (accessibilità a persone anziane) sia per esigenze di spazio limitate.

Va da sé che in questo modo anche il progetto del verde, ed ancora prima il progetto di suolo, si fanno vedere e comprendere non solo dalla lettura dei disegni. Si progetta una residenza-paesaggio, un paesaggio-residenziale. Lo scopo del progetto è anche ottenere una sostenibilità: ambientale, economica, sociale e funzionale – percettiva – estetica cioè ecologia complessiva; qui la residenza ha dimensione paesaggistica, non periferica o suburbana, per scala, qualità, estetica. Sappiamo che il progetto deve sempre cercare di corrispondere a desideri ed aspirazioni dell’uomo, comprese quelle estetiche ed afferenti il paesaggio, di identità e di carattere, di rifiuto dell’anonimato e della condizione di periferia suburbana; ivi compreso il desiderio di un nuovo moderno e “leggero” abitare che è  in alcuni uomini, ma il tema dal quale il progetto deve sempre ripartire è L’abitare.

planimetria generale dei pianti terra delle diverse tipologie residenziali - ville monopiano e pluripiano.

In un certo senso si potrebbe dire che l’abitare suburbano acquista senso e significato non come subordine dell’abitare urbano (le case costano meno e sono più grandi ma l’ambiente è triste ed i servizi lontani), ma come scelta consapevole conseguente al riconoscimento del desiderio di una propria casa autonoma bella ed inserita in un paesaggio. Ecco allora che i riferimenti dell’impianto di progetto derivano dal paesaggio rurale locale: siepi, filari alberati, acqua, centuriazione, volumi bassi, patii e corti, giardini, vialetti e non strade, percorsi pedonali, spazi aperti, muri e muretti a delineare percorsi; “misurare” e orientare lo spazio aperto. Le architetture non sono così indifferenti al sito e viceversa, in questo senso si struttura un progetto paesaggistico, anche se ad una scala ridotta.

I volumi dei fabbricati sono semplici e funzionali, a volte di un solo livello e a volte di due livelli, occasione per generare volumi “a sbalzo”; tutte le ville sono senza interrato. L’impianto segue la forma del lotto e l’orientamento centuriale, e consente di realizzare gli affacci migliori. L’intervento in termini architettonici è certamente contemporaneo, non solo nei materiali e nelle scelte tecnologiche, ma anche nella scelta tipologica, per uno stile di vita urbano aggiornato e particolarmente di qualità, evitando nel contempo di ri-cadere nel “classico” modello della “villetta a schiera”.

La prima “intenzione” è da leggersi proprio nell’intenzione delle ville, e nel suo sviluppo orizzontale piuttosto che verticale. La scelta richiamata conduce immediatamente alla seconda, da rintracciarsi nell’estensività del verde e nel farne l’immagine prima e prevalente nell’approccio al lotto. I corpi sono sostanzialmente “bassi”, ed emergono da una sistemazione a verde intensiva, che corrisponde all’idea di un intervento del tutto “sostenibile”, sostenuto anche dall’utilizzo del legno come materiale di finitura esterna per recintare e sottolineare i vari lotti.

In questo modo, peraltro, sono del tutto evitate sia le “isole di calore” (grazie al verde e alla mancanza di materiali riflettenti sia orizzontali sia verticali). Inoltre i colori e le finiture sono stati scelti in modo che evitino il riverbero, ma anzi aiutino a smorzare sia il calore, assorbendolo, sia la sensazione di disagio connessa. Il progetto è concepito con la finalità di perseguire una risposta energetico-ambientale di tipo passivo, cercando di limitare l’uso di tecnologie impiantistiche attive (guadagno energetico), che comunque sono previste, il tutto anche al fine di ottenere il bonus volumetrico relativo ai requisiti d’eccellenza.

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GBa_studio opera nell’area del progetto urbanistico ed architettonico, occupandosi di ricerca e di progettazione plurispecialistica e multilivello, spinta spesso fino al dettaglio esecutivo e sempre finalizzata alla realizzazione dell’opera, anche attraverso la direzione dei lavori. Il progetto è sempre inteso come pratica del pensiero, improntato al metodo critico propositivo; come pratica intellettuale (ben più che disciplinare), viene costantemente indagato anche in sede teorica.

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